In alternativa alla detrazione, per il superbonus 110 il contribuente non solo può usufruire della cessione del credito, ma anche dello sconto in fattura. Ma vediamo come funziona.

Introdotto con il decreto Rilancio, il superbonus 110 è un'agevolazione delle spese sostenute per l'efficientamento energetico del proprio edificio. Le spese possono essere detratte in cinque rate nella dichiarazione dei redditi. Ma il contribuente che ha sostenuto le spese può optare anche per lo sconto in fattura o la cessione del credito.

La cessione del credito può essere fatta verso intermediari finanziari o banche, ma anche verso la stessa impresa che ha eseguito i lavori. Chi riceve il credito a sua volta può utilizzarlo in compensazione oppure cederlo. Sia nel caso dello sconto in fattura che della cessione del credito, il contribuente è chiamato a comunicare la scelta all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell'anno successivo al sostenimento delle spese.

Con lo sconto in fattura, il contribuente può chiedere all'impresa che esegue i lavori di applicargli uno sconto diretto sulla fattura di spesa. Spetta all'impresa decidere se accettare o meno. Lo sconto massimo che si può applicare è uguale alla spesa effettuata. Il titolare dell'impresa poi potrà recuperare il tutto sotto forma di credito d'imposta con uno sconto pari alla detrazione spettante con possibilità di cedere successivamente il credito. 

Il vantaggio per l'impresa con lo sconto in fattura è di recuperare un importo superiore all'ammontare totale della fattura emessa (che sarà uguale, come importo massimo) al 100% della spesa sostenuta. Lo svantaggio è di dover aspettare cinque anni per recuperare l'importo dei lavori effettuati.